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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



SCANSIONE CRAXIANA

Non commemorando, magari con una semplice e striminzita dichiarazione alle agenzie, la Rivoluzione d'ottobre, Matteo Renzi si è messo automaticamente al di sopra di tutti. Un sondaggio lo dà come sicuro vincitore alle prossime elezioni. Conosce bene Marx, soprattutto le conclusioni cui arrivò quando disse: “Se volete vivere bene non applicate le mie teorie”. Renzi è apparso nella trasmissione di Giovanni Floris, dove ha schermagliato con disinvoltura dimostrando come questa trasmissione e “Piazza pulita” non abbiano nulla a che vedere con la correttezza e appartengano al teatrino delle merci. Alla constatazione della pochezza mentale dei suoi colleghi l'ex sindaco di Firenze è pervenuto da tempo, persuaso che il successo dei moderati, in Italia, è affidato soltanto a lui; in parte all'”onnipotente”, mandato da Mike Bongiorno, Silvio Berlusconi. Assimilata rapidamente la concezione dell'immutabilità dell'uomo contro i dogmi fermi di ideologie spente, Renzi fa capire, in ogni occasione, che sul quadrante della storia è giunto il suo momento. Tutti i partiti che il Pci ha cancellato, vedono in lui il vendicatore; tra questi ci sono anche gli ex missini e, soprattutto, i vedovi di Craxi. Al defunto segretario del Psi va ancora il ricordo riconoscente di tanti iscritti. In un mio libro (“Buffonismo all'italiana”) ricordo quando sfidò i parlamentari delle due sponde ad alzare le mani e rivelare i sovvenzionamenti occulti: “...seguì un silenzio di tomba. Craxi continuò a fissare gli astanti e, siccome nessuno contestava, concluse: 'Ora possiamo cominciare a discutere'. Su questa 'equivalenza' morale -pari e patta- si è potuto approdare a quella unione che va sotto l'insegna dell''inciucio', cancellando i pericoli che potrebbero nascere dalle inchieste dalle quali scaturirebbero tanti 'impresentabili' alla vigilia di una elezione. Quella di allora è la stessa situazione di oggi. Per placare le acque i parlamentari si impongono di non usare un linguaggio da suburra, grave e volgare che puzza di bettola e code alla vaccinara. Purtroppo, molti di questi parlamentari e giornalisti politici vivono a loro agio soltanto in un clima di rissa... Possono andare alle elezioni facendo ricorso a un linguaggio forbito... Può darsi che ci sia finalmente (grazie a Matteo Renzi, aggiungo ora) lo stimolo a una ripulitura del linguaggio, oltre a rinfoderare ogni ulteriore volontà di indagare sugli 'impresentabili'”. I tecnocrati della protesta non hanno nulla in comune con gli altri tecnocrati; la loro meta è quella di dividersi il potere quando spartiscono tra i loro clan le zone di influenza. Alcuni controllano la spiaggia di Ostia, altri la Sicilia, altri il Vaticano. Al di là della loro autorità non deve esisterne altra. Perciò se Renzi si fa vessillifero di un programma moderato, sa bene quello che fa. Con lui il Pd si dichiara disposto alla rinuncia alla piazza, all'agitazione violenta e sanguinosa; mette la bando il fascismo rosso. La sua missione anti sovietica non ha bisogno di sventolarla; è persuasivo senza mai essere tracotante, inalberando la maschera della moderazione in cui gli umiliati e offesi dal vecchio Pci intravvedono il loro vendicatore.

Maurizio Liverani

 
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