DISTAMPA - Agenzia Giornalistica Nazionale Quotidiana
  NOTIZIE     
 
RUBRICHE

MACHINA
di Giacomo Carioti


FATEMELO DIRE
di Maurizio Liverani


VISTI DI PUNTA
di Federico Bernardini


OPINIONE PUBBLICA
di Berto De Grossi


RIMBALZO ANOMALO
di Mino Romano


GALLERIA COLONNA
 


PETI' PETO'
 


IL PIRAMIDONE
 


IRONIA DELLE SARTE
 


CORNICE APERTA
 


KIKI
 


 
 
FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



“TRAMORTITI” DAL NON VOTO

Con i partiti anche la stampa sembra arrivata a una forma di “irreversibilità”. La conferma ci è offerta dai titoli che hanno fatto da corredo alle recenti elezioni siciliane; “Tramortiti” è messo a cappello di un articolo che esalta il successo della destra. Il giorno precedente, in una nota di prima pagina, si ipotizzava un governo di “larghe intese” se dalle votazioni fosse uscita una indicazione favorevole a queste. Nessuno dei maggiori organi di stampa si è “accorto” dello smacco subito da tutti i partiti che nell'insieme hanno raccolto il 35% di tutto l'elettorato. Di fronte a una “flessione” del genere il titolo a cui saremmo ricorsi è: “Tramortiti dal non voto”. Con trucchi da operetta si è dato il minimo risalto alla rivelazione che l'86% dei poveri e dei pensionati ha disertato le urne. “Per indisposizione del dittatore la democrazia si replica”, questo sarebbe stato il commento a caldo di Leo Longanesi di questa consultazione dalla quale arriva la conferma che i siciliani, come gli italiani tutti, non sono antipolitici o indifferenti; desiderano soltanto una migliore e più corretta amministrazione. Abbiamo tutti, chi più chi meno, una certa dimestichezza con molte spiegazioni delle cose; ma siamo stanchi, sia in politica che nella morale, della maggioranza di queste spiegazioni. E' assurda la catalogazione di destra e sinistra; è assurdo l'emergere dal nulla di movimenti senza storia e senza idee che, inevitabilmente, fanno della disobbedienza l'arma vincente. Montecitorio è l'approdo di chi ha la passione di fare mostra di sé; quando difetta la conoscenza, le formazioni improvvisate se la cavano con buoni propositi, con esortazioni alla buona volontà. Il denaro pubblico è masticato da mille bocche. E' impossibile sottrarsi all'inquinamento della mafia che, come un mollusco, si chiude in ogni partito. Il “credo” è quello che Alberto Sordi spadellò nei “Vitelloni”: il famoso pernacchio “Lavoratori, prr... prr...”. A riderne più degli altri furono proprio gli operai, presaghi di quale destino tanta politica avrebbe loro offerto. Quel pernacchio pose fine, sul nascere, alla figura dell'uomo nuovo. In questa repubblica o si è fessi o si è furbi. Sono espressioni che ci riconducono alla nostra essenza originaria: quella di passare incolumi in mezzo al clamore di tanti nobili ideali strombazzati da destra e sinistra. Le elezioni siciliane con il 54% di astensioni hanno distrutto pompose retoriche; hanno assicurato il “continuismo” dello scetticismo nazionale. Nessuno meglio di chi si astiene sa fotografare la moralità degradata della politica; non è un fotografo neutrale, anzi, con la sua desistenza dà segni di redenzione. Le speranze si fanno attendere; poco male. Provvede la mafia. Sordi ci ha insegnato l'importanza della “banana”: “Ma ndo vai se la banana non ce l'hai?”. La canzone del film “Polvere di stelle” è ormai il nostro inno nazionale. La “banana” sta per grimaldello, buono per aprire tutte le porte, da quelle delle banche a quelle della politica. Di noi italiani, Sordi è stato precettore, maestro, mentore. Il cambiamento non avverrà mai per opera dei partiti, ma d'improvviso, come l'eruzione di un vulcano. Il vero democratico ricorda il personaggio descritto da Laurence Sterne nel suo “Tristram Shandy” che non vuol nascere perché non vuol morire.

Maurizio Liverani

 
ORARIO

Administrator
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:



 
 © AspNuke 
Contattami
Tutto il materiale è di proprietà degli aventi diritto. Vietata la riproduzione e pubblicazione senza permesso.
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7
Questa pagina è stata eseguita in 0,03125secondi.
Versione stampabile Versione stampabile