DISTAMPA - Agenzia Giornalistica Nazionale Quotidiana
  NOTIZIE     
 
RUBRICHE

MACHINA
di Giacomo Carioti


FATEMELO DIRE
di Maurizio Liverani


VISTI DI PUNTA
di Federico Bernardini


OPINIONE PUBBLICA
di Berto De Grossi


RIMBALZO ANOMALO
di Mino Romano


GALLERIA COLONNA
 


PETI' PETO'
 


IL PIRAMIDONE
 


IRONIA DELLE SARTE
 


CORNICE APERTA
 


KIKI
 


 
 
FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



TRA IL MACABRO E IL RIDICOLO

Moltissimi italiani hanno aspettato con impazienza l'avvento di un simil-comunismo per ottenere finalmente un posto che credevano di essersi meritati con tante manifestazioni pseude-rivoluzionarie. Presto, per volontà di Palmiro Togliatti, si sono sentiti affratellati con il grande capitale, con coloro che possiedono. Chi è stato astuto si è inserito tempestivamente in quella parte di società fornita di rendite, serena e forte che si proclama provvista di principi umanitari e, soprattutto, religiosi. Tutti affratellati nel culto del denaro, celebrano in questi giorni la rivoluzione d'ottobre sovietica, che Leon Trotsky definì, in un memorabile testo, “La rivoluzione tradita”. Per sfuggire ai suplizi che Stalin gli aveva preparato, Trotsky fuggì in Messico dove fu raggiunto da un sicario stalinista e ucciso. Nel mondo occidentale, soprattutto in Italia, questo crimine fu messo tra i misteri da governi impennacchiati e dispotici che si sono rifatti alla rivoluzione d'ottobre. L'accettazione di questa turlupinatura durata un secolo ha permesso a scaltri politici e ad astuti governanti di propagandare una ideologia divenuta abitudinaria, dimenticando che è all'origine dei famosi gulag, esempi per i campi di sterminio nazisti. Sulle rovine dello stalinismo hanno bivaccato grandi uomini, ingannevoli al punto di far mostra di fede e coraggio, in realtà mai avuti. Chi ha visto dipanarsi diverse primavere ha acquisito la convinzione di partecipare al gioco e trarne l'utile personale. Il comunismo in occidente si riassume in libero mercato per le classi alte e in bassi salari per gli operai. L'alta finanza è sempre stata l'aiuola da annaffiare. Chi ha nascosto la verità ha guadagnato i poteri che contano e oggi pretende di glorificare le infauste giornate della rivoluzione d'ottobre. Sono verità ormai note, ma vanno ribadite nel momento in cui gli epigoni di quei mostruosi avvenimenti riaffermano decisamente il loro potere. Le rivelazioni succedute molto prima di celebrare il centenario non hanno scosso le coscienze degli eredi di Stalin; paradossalmente, hanno indotto ad ammirare l'intelligenza criminale di Stalin, di Lenin, di Kruscev. Leonardo Sciascia (un altro scrittore che si vuol relegare nel dimenticatoio) esortava, in un romanzo come “Candido”, a diffidare di coloro che ostentano uno spirito fragorosamente favorevole allo stalinismo organizzato, capace di aggiornarsi. La metastasi di questo fenomeno ha avuto una diffusione incontrollata e incontrollabile. Quante sospette dimenticanze hanno danneggiato il mondo contemporaneo. Il “buonismo tattico”, inalberato da Enrico Berlinguer, si è talmente innervato nell'opinione pubblica da farne l'ideatore delle cosiddette “larghe intese”. Si è arrivato all'assurdo: denunciare ora le colpe del leninismo è diventato un mezzo sicuro per glorificarlo.

Maurizio Liverani

 
ORARIO

Administrator
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:



 
 © AspNuke 
Contattami
Tutto il materiale è di proprietà degli aventi diritto. Vietata la riproduzione e pubblicazione senza permesso.
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7
Questa pagina è stata eseguita in 0,03125secondi.
Versione stampabile Versione stampabile