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SEDOTTE NEL NOME DI HOLLYWOOD

Scontrose come le zitelle, alcune dive bisognose di conquistare, o meglio, arricchire la ribalta della loro notorietà hanno fatto sapere, inalberando un piglio disgustato, di essere state prede predilette di un grande produttore. Questo “agguanta” femmine ha praticato per anni due attività: realizzare film che inalberano attraenti dive e nello stesso tempo, promettendo loro un avvenire sempre più luminoso, chiedere in cambio una docile comprensione verso la sua fame di sesso, simile a quella dell'uomo delle caverne esposto al freddo primordiale. Essendo il più autorevole nella nidiata dei producer, si era dotato di un prontuario delle più avvenenti attrici appuntando quelle parti del loro corpo dove potersi ritagliare il massimo sollucchero sessuale. Ora che è stato denunciato, si dice che rischi molto; tiene il broncio a quelle dive che sostengono di aver ceduto non a ricatti, ma all'irruenza del maschio hollywoodiano. A vederlo è cordialmente antipatico; è come se fosse sicuro dell'aiuto di potenze supreme. Le attrici, pur non avvertendo odore di declino, hanno descritto l'usurpatore delle loro grazie come il sicario di un'anonima omicidi. I colleghi dell'”assatannato” vogliono stare alla larga di questo omaccione non più “cocco” di Hollywood. Con una marziale pugnacea, il colpevole è dotato di una forma speciale di geniaccio per ingigantire la sua fama da “supermarket” della seduzione. Con lo scandalo ha allargato il raggio del suo esibizionismo tanto che alcuni belli spiriti vogliono dedicargli un cippo commemorativo con una lapide dove sono incisi i nomi di tutte le sedotte per imperio. La maldicenza della stampa che si dedica alle imprese dei vip è scattata nell'ingigantire il caso cercando di insinuare che le erotiche imprese avvenivano dopo essere state concordate. Da un lato lui che vuole, pur scusandosi, essere il numero uno dei seduttori; dall'altro le dive, anche quelle che non lo hanno mai conosciuto, che si fregiano della notorietà nata da presunte attenzioni. Nel mondo del cinema essere sfiorati dal peccato di licenziosità è un modo di proporsi come intelligenze destinate a durevole carriera. Tessere la tela tra qualità divistiche e qualità erotiche è un modo per appropiarsi del successo. I maligni, in questi casi diventano un esercito, non trovano di meglio che atteggiarsi a moralisti; sollevato il sasso scoprono un nido di vermi. Nel cinema accade quello che accade in politica: ci sono miti in cui bisogna credere, guai a scardinarli. Il promotore di questo scandalo ha ammesso che le donne sexy sono una reazione alla concezione castratrice dell'amore. Hollywood sta attraversando un momento critico, a sentire Woody Allen, e si spera che questo tipo di scandalismo si agganci a quello degli anni venti e trenta quando il maggior richiamo di Hollywood erano gli amori turbolenti di John Gilbert e Jean Harlow.

Maurizio Liverani



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NELLA FOTO: Jean Harlow con William Powell, il suo ultimo compagno

 
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