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Una ragazza sta aspettando il treno ad una stazione di provincia non precisata; è decisa a partire e a lasciare il suo paese di origine. Negli angoli della stazione sono accatastate pile di scatole senza nome e senza indirizzo. L’attesa del treno viene turbata da due personaggi enigmatici: il capostazione e il suo aiutante. Ben presto si capisce che sono loro ad accumulare queste scatole il cui contenuto rimane sconosciuto fino a quando, un ritardo sulla tabella ferroviaria costringe la ragazza a rimanere alla stazione e a comprendere che ogni scatola contiene delle voci, le voci di tutte le persone che, come lei, sono partite ma che non sono più tornate. Di quei viaggiatori non rimangono che voci nel vento, voci che, però, continuano a parlare, attraverso chi riesce ad ascoltarle.

Come in tutte le stazioni, le voci di questi passeggeri fanno eco, rimbalzano nei tetti e disturbano la quiete della piccola stazione di provincia. Aprendo le scatole, le voci parlano per bocca dei tre personaggi. Di queste memorie, alcune sono antichissime, altre più recenti e il loro disvelarsi, per qualche istante, tramite la voce della ragazza e degli altri due personaggi, costruisce la storia di un paese, di una regione che potrebbe essere l’Abruzzo, la Campania, la Basilicata, La Calabria o La Sicilia (tutti i personaggi a cui appartengono le voci, parlano in dialetto).
Ogni voce è una porzione di tempo che si svela allo spettatore aprendo una delle scatole. Ogni voce racconta di una tradizione che ha ingabbiato o liberato il personaggio che la racconta. Una bambina che non vuole diventare grande, una donna perseguitata da uno spiritello, un uomo che resiste allo sgombero del suo paese ridotto a poche anime, una ragazza che non accetta che il suo corredo sia pronto ancor prima di imparare a scrivere ed altre. Ogni scatola apre un piccolo mondo per poi richiudersi su se stessa.
Quando la ragazza capirà che ogni viaggiatore, partendo, lascia qualcosa di sé alle sue spalle, dovrà decidere se andare o restare.
Uno spettacolo che parla della nostalgia della propria terra, del viaggio e del significato della parola casa.
Teatro Tor bella monaca
6 7 8 ottobre 2017
Via Bruno Cirino, 00133 Roma RM TEL 06 201 0579
ILLOCO TEATRO presenta
LE VOCI
Scritto da Annarita Colucci
Con Roberto Andolfi, Dario Carbone, Annarita Colucci
Scene Ambramà
Luci Ilaria Ambrosino
Regia Roberto Andolfi
Social media partner Fatti di Teatro

 
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