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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



CORDERO, ANCORA LUI

Dal momento che nessuno si dispone a farlo, Luca Cordero di Montezemolo ha deciso di situarsi da solo nella grande industria italiana. “Scaricato” dalla Confindustria, dalla Ferrari, dall'Alitalia, non tralascia occasione per sbigottire i benpensanti. Con lui si ha la conferma che tutti i governi che si sono succeduti in questi anni hanno sempre offerto a personaggi alonati da un prestigio inesistente il godimento non intralciato del proprio tornaconto. Per apparire un gran capo, più che un uomo in carne ed ossa, fa venire in mente un guerriero galoppante con la visiera calata e con la durlindana in aria contro un nemico che non si vede. Cordero di Montezemolo insegue l'idea della gloria come se fosse un utile signore, ma vuole il consenso della stampa che rappresenta la grande industria e i petrolieri, i quali non gli fanno certo mancare il gasolio per i suoi yacht. A Montezemolo preme il consenso della Fiat e dei grandi monopoli; ai petrolieri darebbe l'ostia senza confessione. Il suo rapporto con loro ha un indiscutibile odore di complicità, arpionati i quali può infischiarsi della piccola e media industria. E' pur sempre la miglior garanzia del capitalismo più parassita; man mano che il consumatore se ne rende conto si amplifica l'indignazione popolare. Cordero, di fronte a questi fenomeni di scontento, si dimostra compunto e persino perspicace. Il suo sforzo è proteso a nascondere al verità: che di attività industriale non capisce niente. Nell'intervista rilasciata al “Giornale” ha, stranamente, l'aria di chi è alla vigilia di entrare in paradiso. Sempre impegnato a recitare la parte del grande manager si è persuaso di aver ricevuto sin dalla nascita una destinazione eterna. E', come si dice, un “arrivato”; non gli passa per la mente che possa esistere un'intelligenza superiore alla sua. C'è in lui una perdurante nostalgia del famoso “agnellismo”, presente e vivo ancora oggi per impreziosire il rimpianto del bel tempo andato. Mario Missiroli, l'indimenticabile direttore del “Corriere della Sera”, si è guadagnato la fama di uomo più intelligente d'Italia alle spalle di questi arroganti arrampicatori con battute memorabili. Con una disse: “E' di una stupidità senza limiti”; accortosi dello stupore dell'intervistatore, precisò: “ma intendiamoci, in questo campo è qualcuno”. Montezemolo, galvanizzato dall'idea di nuocere, si fa per dire, la grande industria torinese, ha cercato di convertire Sergio Marchionne al rango di garzone della stessa. E' abilissimo nel salvare capra e cavoli; se non è fico è uva. Con l'ambizione di apparire pieno sino all'orlo di nozioni, appare oggi come uno dei tanti ranocchi saltatori che guizzando qua e là finiscono sempre nelle zone alte del potere. Eppure basta guardarlo per capire che più del “welfare-state” crede alla vita mondana. Dalla grande stampa, nonostante le batoste date alla Ferrari e all'Alitalia, è considerato un personaggio esemplare in possesso di un potere così illimitato da declassare qualsiasi concorrente. Nelle vignette degli impietosi tabloid inglesi è disegnato accanto a Tony Blair come una specie di pupattolo. Per farla breve, l'operazione salvataggio di Cordero di Montezemolo è andata in porto; vedremo ora a quale industria toccherà…

Maurizio Liverani

 
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