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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



UNA GRANDE SOFIA “MILIARDARIA”

Nel cinema ci sono delle bugie da rispettare. Sofia Loren , ad esempio, sarà soprattutto ricordata come la “Ciociara” di Vittorio De Sica. Più volte abbiamo riportato come lo sceneggiatore Sergio Amidei sostenesse, con un paradosso, che quando in una famiglia albergano due fratelli -uno fannullone e l'altro un po' stupidotto- il primo viene avviato a fare il cineasta, il secondo il commentatore cinematografico. In una trasmissione serale è riapparsa una Sofia Loren in versione inglese nel film “La miliardaria”, diretto nel 1960 da Anthony Asquith, tratto da una commedia di Bernard Shaw. Accanto a lei recita il compianto Peter Sellers. Lei è Epifania, decisa a non coniugarsi con un uomo incapace di centuplicare in tre mesi centocinquanta sterline. Kabir, interpretato da Sellers, non vuole impalmare una donna incapace di mantenersi per tre mesi con trentacinque sterline. Si innamorano e affrontano la prova. Nelle enciclopedie si legge che i due attori tengono in piedi lo spettacolo. Noi diremmo che sembrano due geni che si dibattono nella scatola come il diavolo nell'acquasantiera. La sorpresa è l'interpretazione di Sofia Loren, lontana dai soliti ruoli piagnucolosi e catarrali della bella “guagliona”. Siamo sicuri che interpretando questa parte, sotto la regia del geniale regista inglese, spogliatasi delle eredità del “fato” partenopeo abbia fornito una delle sue più belle interpretazioni che la critica italiana, confermando il paradosso di Amidei, non ha avvertito. Per il cinema Sofia appartiene alla patologia dell'esuberante italiana di Eduardo; è la patologia del cinema italiano che semplifica tutto illudendosi che la lingua napoletana sia l'idioma universale. Lontana da Roma, Sofia neutralizza questa imposizione e forse fornisce la sua miglior prova cinematografica non dialettale accanto al “superlativo” Peter Sellers. Le “coppole storte” della critica prendono spesso fischi per fiaschi. Mi sento in obbligo di chiedere scusa a Sofia Loren per non aver visto a suo tempo “La miliardaria” e non aver dato atto che fuori dell'orbita neorealistica, un bastimento naufragato, l'attrice è assurta a un livello interpretativo eccezionale.

Maurizio Liverani

 
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