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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



E' TUTTA UN'ALTRA QUESTIONE

Matteo Renzi dichiara guerra all'odio. “Con l'odio non si va da nessuna parte”; sottintendendo che con cupi rancori si sciupa un patrimonio ideale. Va ricordato che senza l'odio, come scrive Bertrand Russel trattando del marxismo, non ci sarebbe la lotta di classe. C'è chi arriva a sostenere che per rivitalizzare il partito degli ex comunisti bisogna ridare forza e slancio al fascismo in quanto contraltare “indispensabile” per la contrapposizione politica. Stanchi di sentirsi dire che il marxismo è ormai altrove, periodicamente sul piccolo schermo appare qualche ritardato pregno di troppi pensieri antifascisti. Inerte ricettacolo di frasi fatte, nel video si recita la commedia del rinnovamento, ma perché non si riproduca uno sconfortante spirito di adattamento si ricorre a qualche scoppio di violenza tribunizia contro quanto rimane di mussoliniano nel Paese. Alla “borsa nera” del riciclaggio di fascisti se ne possono acquistare a mazzi, nessuno che abbia l'attitudine, però, a diventare cavallo di razza. I politici di tutte le sponde hanno l'indole di predatori di poltrone. Il patrimonio ideale del fascismo suona come un'offesa per le orecchie della presidente della Camera. Se c'è, questo fascismo “in nuce” fornisce di sé l'immagine di una balena inoffensiva che galleggia a mezz'acqua tra la pescaglia di minor conto di ex diccì e di ex di altri partitini. Da questa paccottiglia dovrebbe spuntare l'uomo che i romani rimpiangono con un'espressione del tipo “arridatece er puzzone”. An ha messo in breve tempo la papalina in testa e i calzerotti ai piedi per non apparire rissosa. Scelte politiche ben più micidiali si prevedono se i partiti, che hanno ridotto in modo così malconcio l'Italia, non riescono a sanarne le piaghe. Le asprezze del fascismo saranno ben poca cosa se non avverrà questo rapido ravvedimento. Nelle scuole di partito, che il pci aveva disseminato in Italia, si prendeva come indice di intelligenza di ogni nuovo compagno il numero di insulti, di anatemi che imparava nei corsi di marxismo, soprattutto contro il teorico del socialismo Proudhon per il quale Bettino Craxi rantolava d'estasi. Proudhon fu bollato da un allievo che si chiamava Enrico Berlinguer con la definizione di “vecchia canaglia”, il che gli valse il massimo dei voti. Il vangelo fascista è ripudiato da tempo; i finiani sono ridotti al rango di scaccini, i volonterosi che fanno pulizie nelle chiese. La nuova dinamo della sinistra è Matteo Renzi il quale ha imboccato la via della socialdemocrazia con una forte dose di liberalismo. I fascisti “rossi” non amano questa nuova ideologia in combustione.
Maurizio Liverani

 
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