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TITO BOERI “NEMICO” DEI POLITICI

La pubblicazione dei vitalizi di “illustri” parlamentari conferma quanto scriveva, più di cento anni fa, un autore americano da noi più volte citato, Ambrose Bierce. In “Io vendo insulti” definisce la politica “un modo di guadagnare la vita simile a quello dei settori più squallidi della delinquenza abituale... Conduzione di affari pubblici per interessi privati”. Se vivesse oggi troverebbe la conferma di quanto pensava e scriveva allora. Con la differenza che le sue grida echeggerebbero nell'indifferenza. Soltanto Giuseppe Di Vittorio è stato una “grande guida” dei lavoratori perché puntava l'indice contro la Fiat, contro i padroni. Ora la classe più colpita è quella dei medi e piccoli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani. E' quella degli insegnati con i più bassi stipendi della comunità europea; sono gli anziani con le più magre pensioni della stessa comunità; sono gli studenti depredati della speranza e che sognano di andare il più lontano possibile da un Paese che non amano più. In questo marasma c'è chi condanna i moti lapidari del fascismo, rassegnandosi ad ammettere che l'antifascismo non “va più”. L'idea forza è lo snobismo, una nevrosi bovaristica, una voga declinante che ha stancato gran parte degli italiani. La maggioranza. Il Pd non può nascondere l'idillismo tra il suo partito e le grandi “lobby”; la grossolana alleanza è vanificata dal proliferare di rivendicazioni spontanee in tutti gli angoli dei paesi europei. I sindacati somigliano a Nefertiti dopo mille anni di mummificazione; non sono più portabandiere delle “istanze” di chi lavora. Che fare? Quanto scriveva Bierce è in sintonia con quanto rivela oggi Tito Boeri, presidente dell'Inps, come ricordo nel mio libro “Buffonismo all'italiana”. Cioè che i parlamentari in pensione costano centonovantatré milioni di euro, molto più dei contributi versati. Boeri precisa questi dati per dimostrare che con il ricalcolo si risparmierebbe fino a un miliardo e mezzo. Un meccanismo organizzato con precisione inesorabile e di cui si sono avvantaggiati per oltre un secolo, e se ne avvantaggiano ora, molti “dottor sottile”. L'Italia, dunque, è stata sempre governata da partiti “vampiro”. Entrando in politica un qualsiasi cittadino si sente, e si è sentito, inconfondibile, e persino oltraggioso. Sempre nel mio libro scrivo: “c'è chi pensa di sbeffeggiare il presidente dell'Inps che non si è attenuto alla connivenza con i partiti. I politici pur di “bruttificare” un politico onesto non vanno per il sottile”. Intanto Emmanuel Macron, volendo impossessarsi della Fincantieri, mette a nudo il bluff dell”Europa Unita, dove gli indici economici sono positivi soltanto se lo sono anche in Italia. Però Macron, che battezzerei “Napoleone in piccolo”, vorrebbe condannarci a essere subalterni, senza accorgersi che senza il nostro Paese crollerebbe tutta l'impalcatura.

Maurizio Liverani

 
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