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UNA CARAMELLA NEL LABIRINTO



Saranno in scena all’interno del Festival LABIRINTO II presso il Teatro Studio Uno dal 18 al 20 maggio 2017 gli spettacoli Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti (Sala Teatro), studio liberamente tratto da tre opere di Rodrigo Garcia, adattamento di Alessandro De Feo, regia Tiziano Caputo, con Matteo Cirillo, Alessandro De Feo, Giordana Morandini e Tre Once di Lana Nera (Sala Specchi) per la regia di Giacomo Troianiello, drammaturgia Emanuele Principi, con Maria Chiara Tofone, Emanuele Cordeschi Bordera e Lorenzo Carità Morelli.

Un padre, una madre e un uomo/pagliaccio, separati nell’ intimità delle proprie cucine, riflettono sul futuro, su quello dei loro figli e di altri bambini. Nello spettacolo Il bello dei bambini è poi saranno adulti si parla dell’educazione scolastica, dei mass-media, dell’influsso delle multinazionali e di un’educazione “trasversale” che questi personaggi hanno in mente per la loro prole.

Note di regia
“L’allestimento punta all’ essenziale. Gli attori, letteralmente immersi nel pubblico, cercano di creare un rapporto di intimità con esso, rendendolo partecipe all’ azione. I personaggi non interagiscono tra loro, se non in senso ritmico e concettuale”.
Lo spettacolo Tre Once di Lana Nera è uno studio sul concetto della solitudine. Partendo da una storia possibile ci si è chiesti quanta distanza possa prodursi nel tempo tra due corpi, tra un corpo e la società, tra la società e le sue stelle. Quanta distanza abbiamo costruito e quanta poi subito? E' la possibile storia di una scienziata che lavora in un osservatorio. E' possibile finanche la negazione di quello che si è, quando si è rimasti soli. 
"Una stanza. Un tavolo con sopra libri, fogli in disordine, colori, matite e due scatole di cartone aperte. Altre scatole di cartone, chiuse, in terra. Una donna sta riordinando i fogli sparsi sul tavolo. Dopo un po’ prende un pennarello nero e si avvicina ad una parete. Disegna una finestra.

Una donna riceve una lettera in cui le viene comunicato che il suo lavoro all’osservatorio è finito, dove da anni vive e lavora con sempre meno frequenti contatti con il mondo, dove passa le sue notti “con il naso all’insù”. La seguiamo nel riordino delle sue cose, nella preparazione dei bagagli, nell’attesa di chi verrà a sostituirla. Ed è anche l’occasione di rendicontare non solo il lavoro fatto attraverso cifre e numeri ma di guardare a cosa in una vita di lavoro è passato e scivolato via, irreparabilmente, irrimediabilmente. 
"C’è molta bellezza lassù, vuoi chiedermi se ce n’è a sufficienza per tollerare quella solitudine?"

Ritrovarsi soli è possibile, un esito possibile. Accade spesso e sembra non tener conto di genere o età. Attraversiamo il tempo. Usiamo e siamo usati, scartati, buttati via quando ritenuti non più necessari, perché così ci è stato insegnato. E’ quest’idea che siamo pronti a difendere e a nostra volta avverare e tramandare. Attraversiamo il tempo ma non lo capiamo fino in fondo. Lo crediamo reversibile: crediamo nelle seconde scelte, nei gesti riparatori, fuggiamo le conseguenze, le responsabilità, temiamo l’irreversibile, non ammettiamo l’irreparabile. 
Questo lavoro è stato concepito come una caramella, realizzato e confezionato col solo scopo di essere assaggiato e gustato, consapevoli del fatto che il sapore potrà non piacere. Ci siamo divertiti nella confusione, attinto tanto dal testo quanto dalla musica. Proprio come una caramella, abbiamo compresso riflessioni e direzioni. Nessun aspetto predomina, tutto convive. Le suggestioni trasmesse, le emozioni, quelle che non chiedono spiegazioni o giustificazioni, sono quelle le cose che a noi interessano.
Una caramella.”
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TEATRO STUDIO UNO
18|20 Maggio 2017
in occasione del Festival LABIRINTO II
IL BELLO DEI BAMBINI E’ CHE POI SARANNO ADULTI
e
TRE ONCE DI LANA NERA

 
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