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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



NATURE MORTE

Tra gli italiani c'erano, sino a pochi giorni fa, tante paure. Oggi la sfiducia nei partiti e nei sindacati è oggetto di frizzi e lazzi. In breve tempo la cosiddetta classe operaia ha lasciato il posto al nulla. L'italiano, che non è poi così stolido come si auto-descrive, ha capito come tutta questa gente infarcita di vitalizi abbia spalancato le porte del vuoto. I capitani d'industria dopo aver esportato all'estero le loro fabbriche cominciano a esitare; c'è la paura che una ripresa li costringa a fare rapidamente il cammino inverso. In molti annunciano l'estinzione della crisi; politici, sindacati e opinionisti somigliano a una combriccola di teppisti timorosi gli uni degli altri. Gli italiani si sono accorti di aver sostenuto testoline marxisticamente confuse le quali, nonostante tutto, si atteggiano a condottieri della coalizione demenziale chiamata sinistra. Soltanto un marxismo letargico, obluminato dal vitalizio, può vedere in Paolo Gentiloni o in Pier Luigi Bersani una forma di resurrezione. Il votante Pd si vede restituito nella convinzione di essere nel giusto con l'incombente Matteo Renzi. Riecheggia il lontano rosario del defunto Mino Martinazzoli da Brescia che, tanti anni fa, vedeva nell'alleanza con la sinistra “un istinto di morte” per la sua Dc, e aggiungeva: “credo che le cose stiano andando avanti in termini negativi piuttosto velocemente”. La sinistra non apparteneva ancora alle “nature morte”. Attualmente, anche nella propaganda spicciola è nella “fase infantile”, addirittura nell'incubatrice nel confronto politico. Se non ci fosse Silvio Berlusconi che con atteggiamento bucolico alimenta una pecorella, saremmo già da un pezzo in pieno sgombero e sbaraccamento democratico. Della democrazia resta soltanto questa immagine pastorale. Destra e sinistra, finalmente, sono per gli italiani “flatus vocis”. I leader “in nuce” sono decollati troppo presto; dovevano attendere che gli esponenti della vecchia guardia dimettessero la divisa di arruffoni, dimentichi del passato di arruffapopoli. Dovevano attendere altri disastri completi e cancellare, almeno in parte, l'effetto di tutti gli errori commessi. Sentendosi “out”, è inutile nasconderlo, i “matusa” cercano appigli per tornare in vetta alle coalizioni. Tutti si vedono restituiti al passato quando sono scivolati nella trappola degli sconfitti. Sono riemersi già rottamati.

Maurizio Liverani

 
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