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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



CREDERE NELLE IDEE CHE NON SI HANNO

Si fa più subdola e più accesa la ricerca di un candidato alla direzione del Pd, di una personalità da opporre a Matteo Renzi. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano si è illuso di poter salire al vertice del partito, ma è guardato come chi pretenda di cantare il canto del cigno senza mai avere la gioia di essere stato cigno. Il leader di una coalizione deve avere coraggio, sbraitare, non lasciarsi intimidire. E, soprattutto, non farsi riprendere con indosso la semplice canotta. Sinora si è disimpegnato nella lotta, dimostrando di essere un mite e melanconico sottopancia di Pier Luigi Bersani. A recitare come un attore salariato la commedia della sapienza politica è additato anche Andrea Orlando che ha l'aria di un inerte ricettacolo di ordini. Non ha scoppi di eloquenza tribunizia; con la sua mitezza vuol tenere in pugno la situazione. La sua fedina politica è quella di una figura scolorita. Ha il bello smalto di un ragazzino entrato esitante perché, si dice, che sulle cose dell'economia possieda lumi speciali. Però, più si cerca di farlo apparire una forza, più si muove nelle sfere del consueto parassitismo politico. Mentre Emiliano ha il volto di un “pappalasagne”, la gonfia rotondità di un tovagliolo disfatto. Ormai le grandi virtù carismatiche di cui si addobbano i politici si riducono al dato anagrafico. Il pensiero mai manifestato ma sempre sottinteso è questo: “preferiamo un bel vecchio, alla sua età non avrà ancora voglia di rubare”. Chi ha oltrepassato i settant'anni è, perciò, “ipso facto” un padre della patria. Ricordate Sandro Pertini? Preferito perché il suo viso aveva una “magnifica” ossatura. Oggi più di ieri siamo alla morfologia, visto che la biografia è così esangue. Insomma, tutti cercano di espandere la propria fama; c'è chi cerca di apparire più anziano per non essere sospettato di essere incline al ladroneggio. Nessuno è assillato di raggiungere le proporzioni del mito e ha l'aria di voler toccare le vette della leggenda. E allora? Tutti, ormai è opinione generale, hanno il “complesso di Giove”. I vecchi del partito, i più acuti uomini di sinistra considerano gli avversari di Renzi “pesi morti”. Cosa si rimprovera loro? Innanzitutto una scarsa inclinazione alla battaglia, una inconscia solidarietà con le sconfitte che potrebbero infliggere anche al partito. Suscitano questo sospetto: credono appassionatamente nelle idee che non hanno.

Maurizio Liverani

 
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