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FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



SATRAPI NON LEADER

Siamo circondati da satrapi, cioè da gente che ha un istinto al dominio e vuol far valere le sue doti di tiranno come Grillo che non vuole la candidata M5s di Genova, dopo averla designata. Molti pentastellati stanno decidendo di mettersi al bando per non appartenere alla folla di chi sostiene che per fare politica bisogna ricorrere all'insulto e alla diffamazione. Mai come in questo scorcio di tempo pullulano telegiornalisti e giornalisti che bramano a farsi un nome insinuando, diffamando, esasperando gli odi. Vedi il caso del padre di Matteo Renzi. I satrapi dei giornali e del video valorizzano chi è capace di essere servile; sono servili quelle facce di personaggi apparsi di recente su una pagina del maggior quotidiano italiano. Una forma per far intendere qual è il tipo di espressione che deve avere il giornalista incline all'aggressività. Tutti hanno l'aria di accattoni e vogliono essere riconoscibili promettendo odissee agli interlocutori. Un tempo gli intrattenitori politici della televisione avevano un'ampia provvista di aforismi e di humour; ora che la politica è piena di preparati mentali scoloriti si torna ad attingere nel pozzo della volgarità. Si emettono insopportabili frastuoni: attenti alla destra, la reazione è in agguato. La stampa e la tivvù non si sono ancora accorte della diffidenza dei ceti medi e dei lavoratori per questo gioco di basso livello. La verità è che la politica italiana si nutre di vendette. Si teme ancora Silvio Berlusconi che, nel momento più cruento della crisi, viene “rinverdito”. Con questa strategia (il bastone e la carota giudiziaria) viene in mente quel racconto di Maupassant in cui un uomo, svegliato nel colmo della notte dal suo domestico che vuole strangolarlo, gli resiste e il giorno dopo, invece di denunciarlo, continua a mantenerlo al suo servizio. Berlusconi è trattato come il domestico strangolatore con il quale la sinistra è sempre pronta a ripetere la tattica delle caute sperimentazioni. Ingigantire la minaccia della destra perché non ci si accorga della pericolosità della sinistra; questa è la parola d'ordine dei post comunisti in una specie di crescente delirio, incoraggiati dalla schiera sempre numerosa degli intrattenitori televisivi ricchi di odio.

Maurizio Liverani

 
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