DISTAMPA - Agenzia Giornalistica Nazionale Quotidiana
  NOTIZIE     
 
RUBRICHE

MACHINA
di Giacomo Carioti


FATEMELO DIRE
di Maurizio Liverani


VISTI DI PUNTA
di Federico Bernardini


OPINIONE PUBBLICA
di Berto De Grossi


RIMBALZO ANOMALO
di Mino Romano


GALLERIA COLONNA
 


PETI' PETO'
 


IL PIRAMIDONE
 


IRONIA DELLE SARTE
 


CORNICE APERTA
 


KIKI
 


 
 
FATEMELO DIRE di Maurizio Liverani



LA STOLTEZZA DELLA RAGIONE

“La politica – scrive Adlai Stevenson – è forse la sola professione che non richiede alcuna preparazione”. Il professionista della politica erige la sua incompetenza a metodo, a sistema; è competente nei giochi di potere, di alchimie partitiche. Il suo solo fine è di avere un'anima pubblica, un'anima manifesto. Matteo Renzi, penetrato giovanissimo nel labirinto della politica, ne conosce gli artifici, i veleni. La demagogia è la sua regola. E' un politico che sommerge i grandi problemi dell'ora pronto a qualsiasi alleanza. Partendo da una considerazione di sé riduttiva, è fuggito a razzo alla ricerca di nuove formule, imbevuto di mille soluzioni, sollecito soltanto di coalizioni anche le più impensate. In certi momenti è volato così alto che si faceva fatica a vederlo con un corpo con scheletro, vasi sanguigni, gangli, come deve essere un umano. Nessuna acredine virulenta verso gli avversari; abilissimo nel nascondere sotto apparenze moderate i suoi rancori, cerca in ogni passaggio di appartenere al ceppo degli abili statisti. Ai moderati ha dato una pulsione di un momento felice; con un colpo di timone ha dato al suo corso una straordinaria impresa di pubbliche relazioni con il “patto del Nazareno”. Si è rivolto, in primis, all'unico avversario con cui può andare d'accordo, trattandolo con riguardo, un non professionista della politica. Insegue d'allora un accordo con Silvio Berlusconi, passando per vie traverse; a volte allontanatosi e subito dopo riavvicinandosi, sperando che gli italiani, davanti alla prospettiva di un compromesso storico, rantolino d'estasi. Pierluigi Bersani e gli altri, suppliziati per non aver dato prova della stessa destrezza, sembrano essere dei parvenus della politica al cospetto di Renzi il quale non ha mai disconosciuto il loro valore, la loro operosità, non supportata, però, da una professione partitica ben lubrificata. Lacuna grave all'origine del loro fallimento. Purtroppo gli avversari interni di Renzi sono, come si dice, “figli di un dio minore”, destinati al tracollo. A destra ci si accorge solo ora che si poteva vincere: se non ci sono riusciti è per colpa della scapataggine dei capi. Oggi la destra è consapevole del suo fallimento e si sta inchiodando in un grande calderone di alleanze per recuperare il distacco che ha rispetto ai renziani. Bersani è impaurito e ritenta l'alleanza con Grillo che è a capo di un gruppuscolo di incapaci. Come ci si può alleare con tanta stoltezza? La giostra politica non è stolta e forse ha ragione Massimo Cacciari che vede in questo inconcludente trallalà un saggio riavvicinamento tra Renzi e Berlusconi. La stoltezza della politica sarebbe un'astuzia della ragione.

Maurizio Liverani

 
ORARIO

Administrator
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:



 
 © AspNuke 
Contattami
Tutto il materiale è di proprietà degli aventi diritto. Vietata la riproduzione e pubblicazione senza permesso.
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.7
Questa pagina è stata eseguita in 0,03125secondi.
Versione stampabile Versione stampabile