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| SERATA ROMANA CON MARIO SCACCIA E EDOARDO SALA |
DEBUTTA SABATO 24 LUGLIO AL TEATRO VILLA PAMPHILI
Debutta il 24 Luglio "Serata Romana – A spasso per Roma con Trilussa e alla scoperta dell’America con Pascarella", con Mario Scaccia che cura anche la regia e Edoardo Sala, un percorso in due monologhi, attraverso le opere di due dei più grandi poeti romani dialettali: Trilussa (vero nome Carlo Alberto Salustri, 1871-1950) e Cesare Pascarella(1858-1940). Mario Scaccia, classe 1919, attore di teatro, radio, cinema e di televisione, ripercorre in un divertente dialetto ancora scevro dalle moderne volgarità, parte della produzione in versi del grande Trilussa: ripercorrendo sia la molteplice satira politica, che non risparmiava nessuno, da Giolitti fino al secondo dopoguerra, passando per il fascismo, sia i bozzetti di costume o le fiabe moraleggianti di ispirazione esopiana, nelle quali animali umanizzati diventano lo specchio delle virtù e delle miserie umane. Hai racconti fa da sfondo una nitida Roma dall’atmosfera ancora paesana, fertile humus di una saggezza popolare portatrice di una visione disincantata della vita. A dominare, nella essenzialità della scena, il potere assoluto della parola ed il suo ormai inusitato richiamo alla riflessione, e poi i personaggi, maschili e femminili, con la loro attualità, gli sguardi, il ritmo, il gesto e i silenzi. Nella seconda parte dello spettacolo vede dell'opera vede protagonista Edoardo Sala , che dagli anni settanta collabora con la compagnia di Scaccia interpretando autori classici e moderni con La scoperta de l’ America, uno dei testi più divertenti di Cesare Pascarella. Si tratta di un’opera in cinquanta sonetti nella quale l’impresa di Colombo si ammanta di leggenda e tra gli esotismi di terre selvagge abitate da strani uomini, s’insinua la spavalda fantasia trasteverina che nel commentare l’impresa, offre occasione di divertimento, in uno stridente contrasto tra la seria materia storica e la fervida immaginazione popolare. Sia col monologo di Scaccia che con quello di Sala, col pretesto di recuperare una romanità ormai perduta, viene in realtà offerta al pubblico l’occasione per riscoprire due autori del passato, le cui opere riescono in molti casi a conservare una sorprendente attualità.
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