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| ALLA SALA UMBERTO, DAL 16 FEBBRAIO |
FLAVIO BUCCI NELLA SARABANDA DI FEYDEAU
di Giacomo Carioti
Le sarabande a sfondo erotico sembrano prestarsi egregiamente allo spirito dei nostri anni, sempre più frequentemente allietati dalle cronache rosa sulle gesta dei personaggi sulla cresta dell'onda, che inducono l'opinione pubblica a giocare con le verità vere o presunte, con le illazioni e le rivelazioni, con gli scandali e le smentite. La diffusa pruderie, il predominio del gossip, e la predilezione popolare per tutto ciò che si presta all'equivoco rappresenta un terreno quanto mai favorevole alle proposte di spettacolo che proprio sul gioco degli equivoci basano i loro intrecci. Un terreno sul quale Feydeau è dominatore assoluto, con la perfetta geometria dei suoi intrecci e con lo spirito sdrammatizzante e intriso di bonario sarcasmo che -non privo di successivi arguti spunti di riflessione- ha allietato, e continua ad allietare, generazioni di spettatori. Ecco dunque il felice ritorno sulle scene romane di Flavio Bucci, con la sua vena trasognata e surreale, alle prese con uno tra i più celebri testi di Feydeau, “Sarto per signora”, capolavoro assoluto del vaudeville: e Bucci, con il suo talento istrionico e la sua ammiccante espressività, ne appare davvero l'interprete ideale.
Giacomo Carioti
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