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Con “Bentornato Don Camillo”, di Fabio Trevisan, Guareschi approda al teatro di Giacomo Carioti


Ci sono in Italia dei fenomeni editoriali che smentiscono tutti i luoghi comuni sulla mancanza di libertà, sull’eccesso di conformismo, sulla assenza di alternative alla bassa mercificazione della cultura. Uno di questi fenomeni è certamente rappresentato dalla casa editrice di Verona “Fede e Cultura” (www.fedecultura.com). Un fenomeno, perchè –comunque la si pensi, sul piano politico , artistico o filosofico- in uno scenario dominato dalla sempre più bassa commercialità dei prodotti culturali, questa editrice si propone di pubblicare testi indirizzati –come del resto dichiara la sua ragione sociale- alla affermazione della Fede: e più precisamente della fede popolare, tradizionale, vicina ai sentimenti spontanei ed autentici. L’obiettivo viene perseguito attraverso edizioni di grande potenzialità comunicativa, destinate alla lettura da parte di chiunque, e al tempo stesso ineccepibili sul piano dell’analisi, tanto teologica quanto scientifica, morale ed esistenziale.
Numerosissimi sono i testi che ristabiliscono la giusta attenzione ai riti tradizionali della Chiesa e della spiritualità popolare; altrettanto numerosi i libri di confutazione di molti miti contemporanei ispirati da forze negative o orientati al male, alla discordia, alla confusione. Di sicuro interesse culturale poi i testi, decisamente alternativi, di contenuto prettamente letterario, narrativo, teatrale, o di critica di costume.
Fra questi ultimi, è interessante ricordare “Bentornato Don Camillo” di Fabio Trevisan, pubblicato in concomitanza con gli anniversari di Giovannino Guareschi, un autore “epurato”, ma ciò nonostante universalmente amato. Quello di Trevisan è un testo teatrale, che meriterebbe la rappresentazione in scena, per la godibilità del suo svolgimento e per la profondità dei contenuti proposti con delicatezza e spontaneità. Al centro della trama, ovviamente Don Camillo con l’antagonista Peppone: ma soprattutto lo stesso Guareschi, che svela sé stesso all’interno della sua saga del “Mondo Candido”. Non manca il richiamo ai valori della cristianità tradizionale –punto fermo della casa editrice, oltre che di Trevisan- attraverso il dialogo, a volte concitato, fra Don Camillo ed un giovane prete postconciliare, chiosato dall’intervento semplice e illuminante di Guareschi, che non perde l’occasione di dire la sua, con esempi alla portata di tutti: “…una Messa all’antica, per consolare i nostri morti che, pur non conoscendo il latino, si sentivano, durante la Messa, vicini a Dio, e non si vergognavano se, udendo levarsi gli antichissimi canti, i loro occhi si riempivano di lacrime”. Una parabola che ci fa pensare, e che tutto può spiegare.
L’autore di “Bentornato Don Camillo”, Fabio Trevisan, è un imprenditore veronese, studioso di filosofia e cofondatore dei “Gruppi Chestertoniani Veronesi” che organizzano eventi spettacoli e convegni incentrati sulla figura e sull’opera di Chesterton e del suo omologo italiano Giovanni Guareschi. Ha pubblicato numerosi libri, e le riduzioni teatrali dei romanzi di Chesterton “Le avventure di un uomo vivo” e “Il Napoleone di Notting Hill”.

Giacomo Carioti

 
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